Italiano per stranieri!

Come insegnare l'italiano L2, material gratuiti

  • Home
  • Iscriviti
  • Insegnare
  • Scrivere
  • Studiare
    • Verbi
    • Grammatica
    • Vocaboli
    • Modi di dire
    • Letture
  • Articoli
Ti trovi qui: Home / Archivi per itxstra

Una lezione utile, divertente e GRATUITA!

Agosto 29, 2017 by itxstra

Sono fondamentalmente consapevole di quanto siano importanti le attività che possono motivare i miei studenti a leggere nella lingua che stanno studiando.

Iniziando a leggere in italiano, gradualmente diventeranno più autonomi e così capaci di imparare dal mondo circostante, non solo dalle lezioni che facciamo insieme.

Quindi una lezione di lettura, ogni tanto, è molto utile!

Ma cosa leggere?

Il problema è che non voglio demotivare nessuno con testi troppo complessi, e neppure violare qualche copyright…

Una soluzione può essere rappresentata dalle letture graduate oppure dai testi in italiano con traduzione a fronte.

Due format diversi, entrambi validi.

Come docente di lingua, sono sempre alla ricerca di materiali gratuiti e adatti alle mie classi.

Perciò vorrei segnalare il sito EasyReaders.Org (appartiene allo stesso gruppo di italianoxstranieri.com).

In questo momento si possono trovare vari ebook gratuiti, per studenti di italiano che per le altre lingue (inglese, tedesco, spagnolo, francese, ecc.)

‘Il ristorante‘ è una lettura graduata, ideale per i principianti.

‘La sorpresa‘, invece, è un testo in italiano con traduzione (in inglese) a fronte.

Entrambi sono disponibili a costo zero: non serve fornire una carta di pagamento, né dati personali (eccetto l’indirizzo email).

E’ infatti sufficiente aggiungere i libri al carrello per ordinarli, indicare l’indirizzo email, e aspettare la mail con il collegamento per scaricare gli ebook (formato .pdf).

Quindi, magari in quelle giornate un po’ lunghe, oppure quando tutti sono stanchi di grammatica, leggere un capitolo in classe tutti insieme potrebbe essere sia gradevole che utile!

O in alternativa, visto che il tempo è sempre limitato, perché non preparare delle copie da distribuire agli studenti come compito a casa?

Visita il sito EasyReaders.Org

Archiviato in:articoli

Guida all’uso delle parole

Gennaio 23, 2017 by itxstra

In un’ipotetica biblioteca minima che ogni insegnante di italiano per stranieri dovrebbe conoscere c’è un testo che sicuramente deve avere un posto d’onore in uno scaffale centrale:

Guida all’uso delle parole

Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire

Tullio De Mauro, Editori Riuniti, Roma, 1980

(In questo articolo facciamo riferimento alla XII edizione).

L’obiettivo di De Mauro nella stesura della Guida non è uno solo, anzi. Un testo apparentemente così semplice, di così facile lettura, offre in realtà moltissimi spunti di riflessione per chiunque si occupi di comunicazione, di parlar bene, di parlar chiaro. Per chiunque voglia farsi capire, insomma, e farsi capire davvero.

Non un manuale di didattica, non un testo pensato precisamente per chi insegni, né tantomeno per chi insegni italiano agli stranieri. Una riflessione, piuttosto, una riflessione (al solito, quando si ha il piacere di leggere De Mauro) strutturata e matura, che, partendo da un’affermazione quasi banale (se parli e scrivi semplice e preciso è più facile che tu ti faccia capire), tocca moltissimi temi fondamentali per tutti coloro che della comunicazione efficace fanno un punto fermo nella propria missione professionale. E chi, più di un insegnante di italiano a stranieri, deve preoccuparsi di comunicare in maniera efficace e precisa?

De Mauro parte dal chiedersi cosa sia la comunicazione, cosa il linguaggio, traccia una breve storia della scrittura, parla della diffusione della scrittura, dell’alfabetizzazione… Si parla molto del destinatario, del messaggio, del linguaggio necessario e di quello creativo, si parla (molto) di parole, e si fornisce un testo nel testo: il vocabolario di base della lingua italiana. Dopo aver dato una definizione di “vocabolario di base”, infatti, De Mauro (con i suoi) propone “una lista di parole che costituiscono il vocabolario di base della lingua italiana”. Si tratta di una lista di circa 7000 vocaboli che, sulla base dei parametri della frequenza, della dispersione, e dell’uso, costituiscono un nucleo di parole che consente di esser compresi da circa l’80% degli italiani.

È bene ribadirlo: la Guida all’uso delle parole non è strutturata, pensata o elaborata in funzione della didattica dell’italiano L2/LS: l’obiettivo è un altro, ed è decisamente più sociolinguistico (come spesso avviene con De Mauro) che glottodidattico. La prima edizione di questo testo è datata 1980: siamo agli albori della ricerca italiana sulla didattica delle lingue, e la Guida, se da un lato si pone in maniera molto precisa su temi a noi vicini, dall’altro non è fatta specificatamente per chi insegna, soprattutto per chi insegna italiano a stranieri. Si parla molto di alfabetizzazione, sì, ma in termini di capacità di produzione e comprensione di testi (soprattutto scritti) da parte di italofoni con un basso livello di scolarizzazione. Si parla di comunicazione precisa, chiara, semplice ed efficace, ma non della comunicazione in aula.

Tutte le riflessioni della Guida, però, sono riproponibili, e senza grosse forzature, al nostro campo.

Sì, è vero, l’alfabetizzazione non ci riguarda poi così tanto. Gli stranieri che studiano l’italiano, e lo dice più di qualche studio, hanno di solito un livello di scolarizzazione e di alfabetizzazione nella loro L1 piuttosto alto, e studiano la nostra lingua dopo aver già appreso almeno un altro idioma straniero. È possibile modellare su questi studenti una riflessione pensata per italofoni con una scarsa alfabetizzazione? In che termini?

Alzi la mano chi non ha mai lavorato con i migranti. Il lavoro con questa categoria unica di studenti, con peculiarità e bisogno molto definiti, è nient’altro che un lavoro di alfabetizzazione. La lingua è uno strumento unico, indispensabile, per questi studenti più che per molti altri, di inclusione sociale, una prima, piccola, fragile chiave per aprirsi un posticino nel mondo. E i nobili temi dell’alfabetizzazione, tanto cari a De Mauro, ritornano, trentacinque anni dopo, con molta veemenza. Un migrante che non conosce l’italiano è molto più facilmente vittima di abusi, di sfruttamento, di esclusione sociale. La lingua è una leva indispensabile per poter tentare di sollevare il macigno dell’emarginazione: e questo accadeva qualche decennio fa in un’Italia che iniziava a riflettere sull’alfabetizzazione di massa, che pendeva dalle labbra del maestro Manzi, e avviene oggi, in un Paese dove le stesse questioni si riaprono per proiettarsi su chi ha e ha avuto l’assoluta necessità, il bisogno vitale, di attraversare mari, deserti e sofferenze per provare ad approdare qui da noi.

L’analisi della Guida sulla comunicazione efficace e semplice, inoltre, è uno spunto interessante che si adatta a una riflessione ben nota in glottodidattica, quella sul teacher talk.

Il teacher talk, giova ricordarlo, è quella forma molto semplificata di parlato dell’insegnante (in classi L2/LS) che mira a farsi capire dalla classe, a non sovraccaricare i poveri studenti con uno stimolo linguistico al di fuori della loro portata. Il vantaggio di questa varietà semplificata dell’italiano è che i nostri studenti faranno quel piccolo sforzo necessario alla comprensione, sforzo che facilita di gran lunga l’apprendimento, e che comunque è alla loro portata. Lo svantaggio, soprattutto secondo alcuni autori, è la perdita dell’autenticità: a che serve, ci si domanda, che lo studente, soprattutto principiante, capisca tutto (o quasi) in aula e poi brancoli nel buio dell’incomprensione non appena uscito da scola? Il dibattito sull’autenticità dell’input è immenso, non è questa la sede per darne conto.

È utile, però, riflettere, e De Mauro in questo ci aiuta non poco, sulla differenza tra una produzione semplice e una produzione semplificata. Che cosa vuol dire parlare semplice? È un impoverimento linguistico? È un output che noi useremmo con un altro madrelingua, o che risulterebbe assurdo, forse puerile? Un’attenta lettura della Guida pare utile per questo: per capire cosa stiamo dicendo. Con quale varietà di italiano entriamo in classe? La semplificazione che operiamo, soprattutto con i principianti, ha un qualche senso linguistico o è un solo un collage di quei pochi pezzi che i nostri studenti possono capire senza soluzione di senso e continuità? C’è modo di monitorare con attenzione e consapevolezza la nostra lingua, prima di pretendere di insegnarla?

Sono domande, tante domande, che prima o poi è necessario farsi (e rifarsi).

E che trovano nella Guida all’uso delle parole, se non una risposta, almeno una base per una riflessione sana.

Archiviato in:articoli

Grammatica della fantasia, di Gianni Rodari

Novembre 22, 2016 by itxstra

di Roberto Gamberini

Ha scritto tanto Gianni Rodari: decine di romanzi, racconti, filastrocche, incursioni nella letteratura fantastica e perle di pagine per l’infanzia tra le più belle della nostra narrativa. Lo scrittore piemontese fa spesso capolino nei corsi di italiano L2/LS: didattizzato da molti autori, i suoi testi sono spesso utilizzati nei libri di italiano per stranieri, vuoi per la ricchezza stilistica e lessicale, vuoi per l’originalità e la creatività che indubbiamente stimolano nel lettore.

Il pensiero di Rodari, meglio, il suo processo creativo, ci viene raccontato in un libro; anzi: Rodari divulga, diffonde, condivide le sue esperienze creative in un testo interessantissimo e dalle molteplici possibilità di lettura:

Grammatica della fantasia
Introduzione all’arte di inventare storie.

In questo articolo si fa riferimento all’edizione Einaudi Ragazzi del 1997.

La Grammatica, a voler ridurre a mera storia editoriale questo testo chiave, è il frutto degli Incontri con la Fantastica, dei seminari (“conversazioni”, le chiama Rodari) sulla creazione di storie che il nostro autore tenne a Reggio Emilia, all’inizio degli anni ’70, davanti a un pubblico di maestri, educatori, bibliotecari, e qualche semplice appassionato. A proposito, Rodari: “Il libretto […] non rappresenta […] né il tentativo di fondare una Fantastica in tutta regola, pronta per essere insegnata e studiata nelle scuole come la geometria, né una teoria completa dell’immaginazione e dell’invenzione, per la quale ci vorrebbero ben altri muscoli e qualcuno meno ignorante di me”. Si tratterebbe, a volersi fidare di queste parole, quasi di una chiacchierata tra amici registrata e sbobinata forse a tempo perso. Un volumetto in cui “si parla di alcuni modi di inventare storie per bambini e di aiutare i bambini a inventarsi da soli le loro storie”, in cui “si tratta solo dell’invenzione per mezzo delle parole e si suggerisce appena […] che le tecniche potrebbero facilmente essere trasferite in altri linguaggi, dal momento che una storia può essere raccontata da un narratore singolo o da un gruppo […]”.

C’è altro. È evidente da subito che c’è altro. E c’è altro che serve a noi insegnanti di lingua per fare, per creare, per sviluppare.

Se non si fosse capito, la Grammatica è un testo pensato per bambini. Un sussidio per chi lavora coi bambini, per chi li conosce, li chiama per nome, per chi stimola in loro il processo creativo e raccoglie i frutti della crescita del potenziale linguistico degli studenti più piccoli. Un libro per maestri, educatori, per genitori consapevoli e per chiunque sia a contatto col mondo dei più piccoli.

E noi? Noi insegnanti di italiano a stranieri? Molti di non hanno esperienza con bambini e ragazzi, anzi: il mercato dell’italiano L2 (e ancor di più LS) è tendenzialmente destinato agli adulti (fatta eccezione per le recenti aperture ministeriali e per pochissimi altri contesti). Per quale ragione Rodari dovrebbe parlare, a distanza di più di quarant’anni, anche a noi?

Noi abbiamo le nostre grammatiche, i nostri sussidi paradidattici, abbiamo i libri di testo supercomunicativi, internet, le LIM, abbiamo gli iPad, le tecniche suggestopediche e i gruppi Facebook. Eppure… Quante volte ci troviamo in difficoltà nel dover proporre alle nostre classi delle attività di produzione scritta? Quanto spesso riduciamo tutto a “Racconta cosa hai fatto nel fine settimana” o a “I tuoi progetti per il futuro”? Difficilmente osiamo quando si tratta di scrivere. Raramente andiamo al di là degli aspetti quotidiani (ma mai troppo personali, mai sia che lo studente si senta invaso nella sua sfera privata). Complice una certa tendenza a far produrre elaborati scritti ben guidati dal faro di una supposta utilità (il messaggio di posta elettronica, la lettera all’amministratore di condominio, volendo anche lo status FB, quando ci va di fare i moderni, i social), spesso, molto spesso, dimentichiamo gli aspetti più ludici e creativi della produzione scritta, libera o guidata che sia.

E in questo la Grammatica è un ausilio più che valido, una piccola miniera di attività che, sebbene pensate per sviluppare la creatività e la fantasia di bambini italiani che devono imparare a scrivere, si adattano perfettamente ai contesti di insegnamento dell’italiano L2/LS, anche (forse soprattutto) alle classi di adulti. Un approccio ludodidattico, insomma? Non proprio, o meglio, non del tutto. Diciamo piuttosto una bella antologia di esercizi, di stimoli e spunti di riflessioni che portano sì in classe un’atmosfera informale, rilassata e giocosa, ma che possono rimanere delle singole attività perfettamente integrate e integrabili in una didattica di stampo marcatamente comunicativo.

Cosa accadrebbe se il protagonista del racconto che scriviamo con i nostri studenti fosse un omino di vetro che ha le caratteristiche proprie del materiale che lo compone? Un omino, trasparente, fragile, colorato, lavabile? E se Cappuccetto Rossi incontrasse Pollicino nel bosco? Se Pinocchio capitasse nella casetta dei Sette Nani (Insalata di favole, la chiama Rodari). Insomma: dai giochi di parole alle fiabe scomposte, dalle creazioni che spaziano nel campo dell’assurdo a lavori colti e filologici sulle favole italiane, la Grammatica è un testo imperdibile, e incredibilmente è un sussidio che si fa apprezzare con classi di tutti i livelli, dall’A1 al C2, in tutti i contesti, più o meno formali, con studenti di ogni età e di (quasi) qualsiasi livello di scolarizzazione.

insegnare | studiare | verbi | grammatica | lessico | modi di dire | letture | articoli | iscriviti

Archiviato in:articoli

La didattica ludica: giocare per apprendere una nuova lingua

Novembre 7, 2016 by itxstra

di Michela Guida

Gli studenti di una classe di italiano L2/LS non sono più evidentemente nell’età in cui il gioco è la parte fondamentale della loro vita. Di fronte alla proposta di un insegnante che chiede di iniziare a giocare a “Un, due, tre stella!”, alle “Belle statuine”, al “Gioco dei mimi” ecc. quale sarebbe la reazione di una classe?

Le risposte più comuni si possono dividere in due categorie: ci sono studenti che amano mettersi in gioco e vogliono divertirsi, come le persone mature. I più giovani, invece, non accettano il gioco come metodo di apprendimento.

Il gioco è il modo più giusto per conoscere, per capire, per formarsi una mentalità creativa. Esso chiede una partecipazione globale dell’individuo, e comunica attraverso i sensi.

La lezione è obbligatoria, ma il gioco non può esserlo per sua natura, per questo dipende sempre dalla personalità dell’insegnante se inserire o meno questo genere di attività in una lezione di italiano.

Quanto deve durare un’attività ludica? Dipende dal momento della lezione in cui viene inserita, può durare cinque ma anche venti minuti, l’importante è che non occupi tutta la lezione. Il messaggio che arriverebbe agli studenti è quello di mancanza di professionalità e svogliatezza dell’insegnante.

Le attività ludiche che si possono proporre alla classe spaziano dai giochi di società ai giochi dell’infanzia. Per quanto riguarda questi ultimi, si tratta di giochi universali che si sono tramandati grazie a una tradizione orale lunga secoli. Sono molto popolari, tutti li conoscono con l’unica differenza che cambiano nome di regione in regione, di paese in paese. Quindi sarà possibile essere accomunati ad una persona proveniente dall’altra parte del mondo per un gioco che si faceva da bambini.

Per evitare di essere fraintesi dagli studenti e motivarli a svolgere un’attività ludica in classe, l’insegnante non dovrebbe usare mai le parole gioco e giocare con gli studenti. È auspicabile utilizzare invece termini quali attività o esercizio. Se l’insegnante decide di integrare queste tecniche nel suo programma, deve tenere conto dell’età dello studente, dei suoi interessi e della sua abilità linguistica.

Il ruolo dell’insegnante è fondamentale poiché è l’elemento decisivo dell’aula. Il suo umore è l’ago della bilancia, deve creare in classe un’atmosfera accogliente e i suoi obiettivi devono essere, nell’ordine: divertire, motivare e insegnare.

Archiviato in:articoli

Testi paralleli italiano-inglese: OFFERTA GRATUITA!

Novembre 3, 2016 by itxstra

Un breve messaggio promozionale per testi paralleli italiano-inglese ora disponibili sul sito easyreaders.org (promosso dalle stesse persone che gestiscono questo sito…) Coperta: Colpo di forbici, testo parallelo italiano/inglese

Questa settimana c’è un omaggio ideale per i docenti di italiano L2: un e-libro, in formato .pdf, assolutamente gratuito!

Si chiama ‘Colpo di forbici‘. E’ possibile stamparlo, copiarlo o anche distribuire copie del file agli studenti perché lo leggano a casa.

Interessante, no?

Il livello è A1 ma è valido per studenti a tutti i livelli.

C’è il testo originale in italiano, e dopo ogni capitolo, il testo tradotto in inglese.

Per chi ha studenti/clienti di madrelingua inglese, o che conoscono bene la lingua, potrebbe rappresentare una base per una serie di lezioni.

Oppure uno stimolo per l’auto studio…

Clicca qui per avere dettagli.

Per ordinarlo, basta un minuto.

Non c’è bisogno di alcuna forma di pagamento, numero di carta di credito o altro.

E’ 100% gratuito, almeno fino a domenica, dopodiché costerà £7.99.

Dopo aver compilato il modulo d’ordine, arriverà automaticamente una mail con il collegamento per il download.

P.S.

Non esitare a condividere questa mail con colleghi, studenti, ecc.!

Archiviato in:articoli

Tecnologie multimediali e lezioni di italiano - parte 2

Ottobre 18, 2016 by itxstra

di Daniela Di Noia

(Leggi: Tecnologie multimediali e lezioni di italiano – parte 1)

Abbiamo visto in un altro articolo come le nuove tecnologie possano entrare a far parte degli strumenti utili a lezione. Scene di film tratte da film o dvd possono risultare molto efficaci. Ma anche internet, tramite siti come Youtube, può fornirci del buon materiale. Se è meglio evitare usare scene di film tratte da Youtube perché la qualità non sempre è così buona, si possono invece usare altri filmati presenti sul sito: magari un video di qualche blogger che parli di un argomento affrontato a lezione.

Molto utili possono essere i video delle canzoni: spesso infatti su Youtube si possono trovare i video delle canzoni con il testo della canzone: un bell’esercizio potrebbe essere quello di far ascoltare la canzone fornendo il testo incompleto e chiedendo agli studenti di completare la canzone; dopo un paio di ascolti si può semplicemente far vedere loro il video con il testo e far fare così un’autocorrezione. Questa è una tecnica molto utile anche in caso di lezioni individuali o addirittura via Skype, basta non dare subito il link del video!

Ovviamente si possono usare le canzoni anche senza avere una connessione internet, basta avere uno stereo e un cd; si possono creare intere unità didattiche partendo dal testo della canzone scelta, esistono anche manuali interamente dedicati a questo.

Le tecnologie moderne vengono usate molto soprattutto nei laboratori linguistici dove spesso lo studente lavora da solo al computer e può quindi fare esercizi scritti, di comprensione, di ascolto con autocorrezione direttamente al PC.

La presenza di tablet e smartphone poi rende molto più immediata la comprensione da parte dello studente: soprattutto nelle scuole private si vedrà spesso lo studente cercare il significato di parole o un’immagine sul proprio cellulare. Si potrebbe anche sfruttare questo loro essere sempre connessi facendo creare agli studenti un dizionario di classe da poter modificare e consultare online in qualunque momento.

È bene quindi che anche gli insegnanti siano al passo con i nuovi sviluppi tecnologici!

Archiviato in:articoli

Tecnologie multimediali e lezioni di italiano - parte 1

Ottobre 10, 2016 by itxstra

di Daniela Di Noia

Oggigiorno le nuove tecnologie multimediali hanno cambiato il volto dell’insegnamento delle lingue straniere. Basti pensare ad esempio ai molti siti online dove è possibile trovare esercizi o anche intere lezioni per potersi esercitare o addirittura imparare da soli una lingua.

Con la diffusione capillare di internet, grazie a piattaforme come Skype, è anche possibile fare lezioni con insegnanti madrelingua che si trovano a migliaia di chilometri di distanza.

Anche all’interno della classica lezione in aula si può però contare sull’appoggio di questi strumenti. Già in passato si potevano usare videoregistratori e cassette, oggi si possono invece usare tablet e lavagne multimediali. In questo articolo vorrei analizzare un po’ più nel dettaglio l’uso dei video a lezione.

Molto spesso i manuali di italiano forniscono dei dvd con brevi filmati da far vedere ai propri alunni. Per quanto anche questi possano essere utili ritengo che sia meglio mostrare loro scene di film per un effetto di maggior autenticità: spesso infatti i filmati preconfezionati per gli studenti stranieri risultano un po’ “finti” e quasi ridicoli.

Scegliere di usare scene di film italiani ha un doppio vantaggio: da un lato è un modo per far conoscere il nostro cinema, la nostra cultura e dall’altro può spingere lo studente a voler vedere l’intero film o a chiedere film analoghi a quello mostrato e fare così maggior pratica.

Sconsiglierei di far vedere un intero film perché c’è il rischio che l’allievo dopo un po’ si deconcentri. L’ideale è selezionare una scena di non più di 5-10 minuti, mostrarla con i sottotitoli e far fare qualche lavoro di analisi o riutilizzo su quanto visto, meglio se a coppie o piccoli gruppi: ad esempio si potrebbe far riscrivere loro le battute del film, in base a quanto riescono a capire e poi farle recitare.

Per esperienza personale consiglio di avere il file del film o il dvd originale con se: a volte si può trovare lo spezzone del film desiderato su Youtube ma si corre il rischio che la qualità audio non sia adeguata!

Cercate di utilizzare scene di film che si colleghino con quanto fatto a lezione per avere un maggior coinvolgimento degli studenti. Tenete conto anche dei tempi tecnici richiesti: collegare il proiettore, selezionare la scena (segnatevi il minutaggio prima di andare a lezione). Meglio preparare tutto prima che gli studenti arrivino o durante una pausa. Evitate di usare film doppiati per una ragione di minor autenticità.

Tecnologie multimediali e lezioni di italiano – parte 2

Archiviato in:articoli

Giochi per stimolare la conversazione lessico di base

Ottobre 3, 2016 by itxstra

43 esercizi d’ascolto gratuiti per i tuoi studenti - clicca qui
——————————————————————————-

di Maria Chiara Barsanti

Imparare una lingua straniera dovrebbe essere sempre un’esperienza divertente e appassionante. Ecco perché di fronte ai primi ostacoli bisogna trovare il modo per superarli con leggerezza. Superate le prime lezioni, arrivati alle coniugazioni di base (ausiliari e verbi in -are), compariranno le difficoltà date dalla composizione della frase. Il mio consiglio è di trasformare le esercitazioni pratiche in veri e propri momenti di gioco in modo da creare un ambiente armonioso e che dia sicurezza.

Cominciate da qualcosa di facile: scegliete una situazione tipo e fate dialogare i vostri studenti tra loro. È molto importante che si ascoltino per imparare anche dagli errori dell’altro. Ancora, scegliete un’immagine e chiedete loro di descriverla dopo aver letto insieme il lessico adatto (esempio: la foto di una fattoria dopo aver studiato i nomi degli animali).

Personalmente credo sia utile approfondire anche qualcosa sulla geografia italiana. In fondo, sono sicura che molti dei vostri studenti imparano l’italiano per viaggiare. Il mio suggerimento è di preparare un breve questionario e di fare lezione con la cartina fisica, alternando domande sull’Italia a quelle sul loro paese d’origine (esempio: “nel tuo paese ci sono vulcani?”): ti assicurerai così la piena comprensione dell’argomento e permetterai loro di conoscersi meglio creando, tra le altre cose, interazione nel gruppo classe.

Anche utilizzare veri e propri giochi da tavola è utile. Create un tabellone con delle attività da compiere (esempio: chiedi che ore sono, descrivi il compagno alla tua sinistra, racconta cosa mangi a colazione) e giocate con un dado: ripeterete contemporaneamente numeri e lessico di base.

Un altro strumento pratico e veloce sono le carte del memory: usale per fargli ripassare i vocaboli e formare frasi all’impronta. Per aumentare la difficoltà, puoi partire da una parola e chiedere di collegare ad essa aggettivi e verbi precisi (esempio: il cane abbaia, la casa è luminosa, l’automobile non ha benzina).

Infine, ti consiglio di insegnargli fin da subito a riassumere i testi. Leggete qualche estratto o breve articolo di livello A1 e rispondete alle domande ad alta voce; poi sintetizzate i punti chiave. I tuoi studenti impareranno fin da subito come estrapolare informazioni contenute nel testo.

Iscriviti | Insegnare | Studiare

Archiviato in:articoli

Pianificazione: i diversi tipi di intelligenza

Settembre 26, 2016 by itxstra

di Daniela Di Noia

Le persone apprendono le lingue in modi diversi: il cervello non lavora infatti allo stesso modo in ogni individuo.

Il cervello si divide in due emisferi: destro e sinistro, uno più globale e l’altro più analitico. Ogni persona ha una dominanza sferica, cioè uno dei due emisferi è dominante quindi gli esercizi, le attività proposte dovrebbero tenere conto di questo elemento: è bene alternare tra attività più globali e altre più analitiche.

Ma non è solo la diversa dominanza ad entrare in gioco nella fase di apprendimento. Secondo la teoria delle intelligenze multiple di Gardner, esistono infatti diversi tipi di intelligenza che possono influire sull’apprendimento.

Per fare alcuni esempi: un’intelligenza di tipo matematico avrà il suo punto di forza nella parte logico-grammaticale della lingua mentre invece un’intelligenza di tipo linguistico prediligerà le sfumature di significato di linguaggio. Quindi il primo tipo di intelligenza preferirà esercizi di tipo logico come l’attività di incastro mentre il secondo esercizi come lettura e traduzione di testi letterari, cioè attività che tendono a prediligere il lessico.

Esiste poi ancora l’intelligenza spaziale che è collegata alla disposizione degli oggetti nello spazio: con questo tipo di intelligenza ad esempio possono essere molto utili i dizionari illustrati, oppure quei cartelloni che si trovano spesso nelle aule con il lessico relativo ad ambienti (il ristorante, i tipi di pasta, l’aula, ecc.)

Per chi ha un’intelligenza musicale possono risultare molto utili invece attività che prevedano l’uso di canzoni.

Esistono poi anche le intelligenze intra- ed interpersonali: i primi sanno fare una buona autocritica mentre i secondi riescono facilmente a collaborare con gli altri.

È quindi importante quando si pianifica il corso tenere a mente questi fattori in modo da non includere solo attività che possano favorire una o più intelligenze: si rischia infatti di penalizzare una parte degli allievi e finire per essere quindi in parte responsabili di un loro eventuale insuccesso.

Attenzione in particolare al fatto che spesso gli insegnanti di lingue straniere tendono a privilegiare, in modo anche inconsapevole, l’intelligenza di tipo logico-matematico: gli esercizi di tipo grammaticale sono spesso infatti quelli più gettonati.

Archiviato in:articoli

Ulteriori consigli sull’insegnamento ai bambini

Settembre 19, 2016 by itxstra

di Daniela Dinoia

Ho già affrontato l’insegnamento ai bambini in un precedente articolo ma ho pensato di riprendere l’argomento dando qualche ulteriore consiglio, che spero possa essere utile ai colleghi che si cimentano per la prima volta con questo tipo di lezioni.

Organizzazione delle classi

Abbiamo già affrontato l’organizzazione delle classi ma direi che si può aggiungere ancora qualcosa: è importante creare una giusta atmosfera mantenendo un ritmo costante, evitando quindi i tempi morti; ricordate poi di alternare esercizi più attivi con altri più passivi: si potrebbe ad esempio fare un gioco in cui i bambini devono muoversi, seguito poi da un’atttività in cui devono colorare.

Esempi di attività da proporre

È importante che le lezioni prevedano del movimento: difficilmente i bambini avranno voglia di stare fermi e composti durante tutta la lezione. Inoltre attività che permettano loro di muoversi possono rendere più semplice l’insegnamento: il gioco dei mimi può essere ottimo per l’apprendimento dei verbi più comuni. Con loro infatti, soprattutto se piccoli, non si possono fare troppe spiegazioni grammaticali, che invece possono essere apprezzate e richieste dagli adulti. Molto utile anche la gestualità: con i bambini un gesto può far capire un concetto meglio di tante spiegazioni troppo lunghe. E’ inoltre possibile usare molte immagini e disegni.

Sulla disciplina

Bisogna cercare di mantenere la disciplina e l’ordine ma abbiamo a che fare con dei bambini, quindi sappiamo che ci saranno momenti in cui saranno un po’ più agitati e indisciplinati: in quei momenti non urlate, ma piuttosto rimanete in silenzio e con uno sguardo fisso. Può essere utile anche compiere un’azione che li spiazzi, tipo spegnere la luce in aula. Ricordatevi poi di non infrangere le promesse o rischierete di perdere la loro fiducia: se avete promesso di fare una certa attività nella lezione successiva, fatela.

Il rapporto con i genitori

Quando si insegna ai bimbi bisogna poi tenere a mente che inevitabilmente si avrà a che fare anche con i loro genitori; il rapporto con questi ultimi è importante: fate in modo che i genitori sappiano se per caso c’è qualche problema o se i loro figli stanno imparando bene. Opportuno poi che i genitori siano presenti alla prima lezione di prova del figlio, in modo che sappiano come lavorate.

Archiviato in:articoli

  • « Pagina precedente
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • Pagina successiva »

Altri siti utili

logo of onlineitalianclub.com

logo of

logo of

logo: nonparloitaliano.com

Conttataci

Questo sito è gestito da Imparareonline Ltd.

Registered in England, no. 8569282

Tregarth, The Gounce,
Perranporth, Cornwall, TR6 0JW

[email protected]

 

 

 

All Rights Reserved · © Copyright 2015 · Imparareonline Ltd. Registered in England, no.8569282 Tregarth, The Gounce, Perranporth, Cornwall, England TR6 0JW · [email protected]